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19 oct 2026

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Misurare il valore pubblico per migliorare i servizi: a Ferrara il confronto organizzato da ATERSIR, CERVAP e Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara

Misurare il valore pubblico significa andare oltre la rendicontazione delle attività amministrative per comprendere quali benefici concreti le decisioni pubbliche producano per i cittadini e i territori. È questo il messaggio centrale emerso dal convegno “Misurare e rendicontare il valore pubblico nella regolazione dei servizi idrici e ambientali”.

Misurare il valore pubblico significa andare oltre la rendicontazione delle attività amministrative per comprendere quali benefici concreti le decisioni pubbliche producano per i cittadini e i territori. È questo il messaggio centrale emerso dal convegno “Misurare e rendicontare il valore pubblico nella regolazione dei servizi idrici e ambientali”, che si è svolto il 15 ottobre a Ferrara, organizzato da ATERSIR, CERVAP - Centro di Ricerca sul VAlore Pubblico dell’Università degli Studi di Ferrara e il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara.
Una giornata di confronto tra istituzioni, mondo accademico, autorità di regolazione e gestori, dedicata all’importanza di misurare gli effetti della attività svolte anche per orientare le decisioni future.

Ad aprire il confronto è stato Enrico Deidda Gagliardo, Direttore scientifico del CERVAP, che ha ricordato come ATERSIR abbia scelto già da tempo di misurare scientificamente il valore generato dalla regolazione. Un approccio che permette appunto di andare oltre il numero di attività svolte e valutare i benefici ambientali, sociali ed economici prodotti per la collettività.

L’importanza di fondare le decisioni su dati e analisi è stata richiamata anche da Alessandro Balboni, Vicesindaco del Comune di Ferrara e consigliere ATERSIR, e da Paolo Calvano, Consigliere regionale. In un contesto segnato dall’aumento dei costi e da sfide sempre più complesse, misurare il valore pubblico aiuta le amministrazioni a compiere scelte più consapevoli e a spiegare meglio ai cittadini come le risorse raccolte attraverso le tariffe si traducano in servizi e investimenti.

Per Alessandro Bratti, Componente del Collegio di ARERA, la regolazione deve trovare un equilibrio tra qualità dei servizi, sostenibilità economica delle tariffe e investimenti necessari a raggiungere gli obiettivi ambientali. Un compito particolarmente impegnativo in un sistema nazionale ancora frammentato, nel quale l’esperienza di ATERSIR rappresenta un esempio di regolazione territoriale strutturata.

Enrico Bracci, Vicedirettore scientifico del CERVAP, ha approfondito il ruolo degli indicatori e della rendicontazione, sottolineando come misurare non significhi semplicemente produrre numeri o documenti, ma dotarsi di strumenti per verificare gli obiettivi, riconoscere le criticità e migliorare l’azione amministrativa. In questo percorso, il PIAO e il Report sul Valore Pubblico permettono di collegare programmazione e risultati. Bracci ha poi ricordato che gli indicatori sono utili per prendere decisioni migliori ma la rendicontazione non deve diventare un esercizio burocratico o limitarsi a raccontare i risultati positivi.

A seguire Stefano Miglioli e Ifigenia Leone di ATERSIR hanno spiegato perché misurare il valore prodotto da un regolatore sia particolarmente complesso. L’Agenzia non gestisce direttamente i servizi, ma contribuisce a determinare qualità, costi e risultati attraverso il lavoro con Comuni, gestori, Regione e ARERA. Il suo contributo, spesso poco visibile ai cittadini, può essere raccontato solo guardando all’intero sistema.
Miglioli, Responsabile dell’Area Regolazione di ATERSIR, ha poi evidenziato come il valore prodotto da un regolatore non debba essere misurato dal numero di provvedimenti adottati, ma dai benefici che questi contribuiscono a generare: servizi efficaci, efficienti, di qualità e sostenibili per cittadini e gestori. Ifigenia Leone, Responsabile dell’Area Amministrazione e gestione risorse, ha richiamato invece la difficoltà di rendere visibile un lavoro che spesso rimane dietro le quinte. Il valore pubblico nasce infatti dall’azione coordinata di ATERSIR, Comuni, Regione, ARERA e gestori. Per questo la rendicontazione deve raccontare non soltanto l’attività dell’Agenzia, ma i risultati dell’intero sistema.

Dopo gli interventi si è svolta una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Ilaria Vesentini de Il Sole 24 Ore, che ha allargato il confronto alle prospettive future della regolazione e della gestione dei servizi.

Ricerca e azione sono i concetti richiamati da Vito Belladonna, Direttore di ATERSIR, in relazione alla regolazione in Emilia-Romagna e al percorso svolto da ATERSIR, fondato sulla collaborazione con le università e sulla capacità di tradurre le conoscenze in scelte concrete. Il Direttore ha poi sottolineato come, per generare valore pubblico, siano indispensabili anche valori condivisi: la responsabilità verso la collettività, la tutela dei beni comuni e l’impegno a tenere insieme sostenibilità ambientale, sociale ed economica, garantendo attenzione ai cittadini, ai lavoratori e all’equilibrio economico dei gestori. Un approccio che trova riscontro nei risultati raggiunti dal sistema regionale, tra cui l’80% di raccolta differenziata, la crescita degli investimenti nel servizio idrico e i circa 200 milioni di euro di progetti PNRR gestiti da ATERSIR. Belladonna ha inoltre indicato alcune delle sfide future: migliorare la qualità della raccolta differenziata per favorire il riciclo, sviluppare il riuso delle acque depurate a fini agricoli e industriali e continuare a garantire servizi efficienti e tariffe sostenibili.

Di fronte ad un simile contesto, Caterina Bagni, Presidente di ATERSIR e sindaca di Soliera, ha evidenziato la necessità di rafforzare le competenze, le risorse e la governance dell’Agenzia, anche per rispondere alla progressiva riduzione delle capacità tecniche all’interno delle amministrazioni comunali. L’obiettivo è mantenere ATERSIR legata ai Comuni, dotandola al tempo stesso degli strumenti necessari per affrontare responsabilità sempre più complesse.

Il punto di vista dei gestori ha messo in luce esperienze diverse, accomunate dalla necessità di coniugare efficienza, investimenti e attenzione ai territori.
Gianluca Principato, Responsabile Reporting Valore Condiviso e Sostenibilità Gruppo Hera, ha evidenziato il contributo della regolazione regionale al miglioramento e all’omogeneizzazione dei servizi, richiamando l’importanza degli investimenti e della creazione di valore condiviso.

Per Soelia, Maria Luisa Santella - Amministratore unico - ha portato l’esperienza di una realtà più piccola e radicata nel territorio, dove il rapporto diretto con cittadini e amministrazione locale rappresenta un elemento di forza e la misurazione del valore pubblico sta diventando uno strumento di crescita.

Annibale Cavallari, Presidente di Clara, Dirigente Amministrativo CADF, ha richiamato le specificità del Delta ferrarese, dove le caratteristiche territoriali incidono sui costi dei servizi, e la necessità di garantire gestori economicamente solidi senza perdere di vista la sostenibilità sociale delle tariffe.

Ma produrre valore pubblico non basta: occorre anche farlo conoscere. Alessandro Rossi, Responsabile Politiche energetiche e ambientali ANCI Emilia-Romagna, ha sottolineato la distanza che spesso esiste tra i miglioramenti realizzati e la percezione dei cittadini. La qualità dell’acqua potabile e la complessità dei costi della raccolta differenziata sono esempi di quanto sia importante comunicare meglio i risultati e spiegare il rapporto tra tariffe, investimenti e servizi.

Il legame tra misurazione del valore pubblico e programmazione è stato approfondito da Stefania Tagliabue, Dirigente settore programmazione strategica e integrata e sviluppo del territorio RER della Regione Emilia-Romagna, che ha richiamato l’importanza di coordinare gli obiettivi regionali con quelli degli enti locali e di integrare la valutazione dei risultati nei diversi strumenti di pianificazione.

Nelle conclusioni, Irene Priolo, Assessora regionale all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, ha ribadito il valore del modello emiliano-romagnolo di regolazione dei servizi pubblici, costruito nel tempo attraverso una forte governance pubblica e un approccio di sistema. Una scelta che ha reso la Regione antesignana nei settori idrico e dei rifiuti, dimostrando come il mercato possa essere regolato, pianificato e orientato verso obiettivi condivisi, senza rinunciare alla competizione e alla capacità di innovazione delle imprese.

Un modello che ha prodotto risultati importanti, ma che deve continuare a evolversi. Nel settore dei rifiuti, l’Emilia-Romagna ha raggiunto livelli elevati di raccolta differenziata e favorito lo sviluppo di filiere industriali legate al recupero dei materiali. La sfida ora è consolidare questi risultati, accompagnare il cambiamento dei comportamenti dei cittadini e rafforzare l’economia circolare, superando progressivamente il concetto stesso di rifiuto per valorizzare prodotti e sottoprodotti come nuove risorse.

Per il servizio idrico, Priolo ha richiamato la necessità di affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici, che sottopongono la risorsa e le infrastrutture a pressioni crescenti. La tutela quantitativa e qualitativa dell’acqua, la riduzione delle perdite e la capacità di realizzare nuovi investimenti rappresentano le priorità dei prossimi anni. In questa prospettiva, anche le future procedure di affidamento dovranno essere strettamente collegate agli obiettivi regionali di tutela delle acque e alla capacità dei gestori di sostenere investimenti sempre più impegnativi.

L’assessora ha inoltre evidenziato come la crescente complessità dei servizi richieda soggetti gestori solidi, dotati di competenze, capacità finanziaria e visione di lungo periodo. Allo stesso tempo, sarà necessario rafforzare la governance di ATERSIR senza perderne il controllo pubblico, valutando anche un ampliamento delle sue competenze in materia tariffaria.

Infine, Priolo ha richiamato la responsabilità della politica nel comunicare il valore delle politiche ambientali e nel promuovere una maggiore consapevolezza collettiva. La tutela dell’ambiente e del pianeta rappresenta il valore pubblico fondamentale da preservare: per questo è necessario continuare a investire nell’economia circolare, nella gestione sostenibile delle risorse e in un modello di sviluppo capace di affrontare le sfide future.

Il convegno ha così confermato un punto condiviso: misurare il valore pubblico non significa soltanto raccontare ciò che è stato fatto, ma capire quali benefici sono stati prodotti e come migliorare le scelte future. Un percorso che ATERSIR porta avanti per rendere più visibile il contributo della regolazione e promuovere servizi idrici e ambientali sempre più efficienti, sostenibili e vicini alle esigenze delle comunità.
 

 

Ultimo aggiornamento

19/10/2026, 08:18

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